Nulla da pretendere è un insieme di brani che rappresenta la band. Storie di vita vissuta con un filo conduttore unico che richiama le inclinazioni, l’insofferenza verso le ingiustizie, la determinazione e i risvolti psicologici delle scelte.
Dal primo pezzo, “Emorragia”, fino all’ultimo “Paturnie”, la componente psicologica è sempre protagonista attiva. Nel primo caso tratta le ingiustizie del nostro tempo con una vena insofferente, nel secondo l’assurda accettazione della violenza, con i suoi meccanismi inconsci, da parte di una donna. “Nulla da pretendere”, che dà il nome all’album, è ancora una volta un modo per parlare dei meccanismi mentali contorti e della loro interpretazione. Parla della normalizzazione dei rapporti, dell’assenza di stimoli e del “dover fare” solo perché è così e perché si è sempre fatto così. Si parla anche, in “Nuova luce”, di un evento straordinario che è la nascita di un figlio o della storia di una ragazza indifesa e piena di sogni come in “Funny”.
L’album racconta quindi esperienze reali cercando uno sfondo educativo e mai volgare.
Lo stravolgimento dei paradigmi comunicativi del rock, dove essere fin troppo diretti era normale, è alla base di questa opera. Si possono raccontare cose forti con garbo e gentilezza, ma allo stesso tempo con l’intensità della musica e l’aggressività dei suoni è possibile creare le ambientazioni consone al senso dei pezzi.
In questo album si spazia, quindi, da sonorità aggressive ad aperture più melodiche, da momenti tirati a situazioni più evocative. Tutto perfettamente collegato a quello che i pezzi vogliono comunicare e trasmettere.